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sabato, giugno 21, 2008

La conoscenza vi farà liberi

Appare lampante che una donna minimamente dotata riesca a confondere un uomo. Spesso al malcapitato sembra di vivere in un deja vù, si trovarsi di nuovo in situazioni o eventi che si ripetono... NON è una impressione; le donne si addestrano sin dalla adolescenza in subdole tattiche comportamentali, per avere la meglio sui poveri maschietti che capitano tra le loro spietate grinfie. Sarebbe limitante e riduttivo definirle manipolatrici e ingannevoli, loro fanno solo ciò che l'uomo permette loro, ignorandone tattica e strategia. Ad ammaestramento dei figli di Adamo e per consentirgli di comprendere con chi ha a che fare, di seguito è riportato un sintetico riepilogo di regole tratte da un manuale di formazione di base.
Perché un giorno voi non diciate: Non lo sapevo..."

1. Non dire ciò che intendi. Mai.
2. Sii ambigua. Sempre.
3. Piangi. Piangi spesso.
4. Rinfacciagli cose dette, fatte o pensate anni, mesi o settimane fa.
5. Falli scusare per qualsiasi cazzata.
6. Riempi di peluche, pupazzetti e altre inutilità la loro macchina, stanza, zaino, come ricordi del fatto che voi state pensando a loro (?)
7. Guardali negli occhi e comincia a ridere.
8. Fingi una crisi isterica per qualunque boiata e poi vedi il punto 5.
9. Esigi di essere chiamata spesso. Fai scenate se non lo fanno.
10. Quando ricevi un complimento fingiti paranoica per averne ancora
11. Usa papino\fratello come arma enfatizzando la loro protettività
12. Arriva in ritardo ad ogni appuntamento, poi vedi punto 8.
13. Parla spesso del tuo ex, possibilmente comparando.
14. Falli indovinare cosa vuoi. Se sbagliano, vedi punto 8.
15. Prepara piccoli anniversari del cazzo (tipo il primo bacio, la prima volta che vi siete incontrati....) Se se ne scordano vedi al punto 8.
16. Di' sempre che sei grassa. Poi vai al punto 5 senza curarti della loro risposta.
17. Falli indovinare. Falli vivere nel mistero.
18. Critica il loro modo di vestire.
19. Ignorali. Quando ti chiedono "Che c'è?" digli che se non lo sanno non glie lo direte voi di certo.
20. Prova a plasmarli.
21. Prova a farli ballare.
22. Falli incontrare ai tuoi amici.Trova qualcosa che non va nei suoi.
23. Quando si arrabbiano con te, non glielo far mai scordare (vedi al punto 4).
24. Quando stanno zitti chiedi: "a cosa stai pensando?"
25. Leggi in qualsiasi cosa abbiano scritto.

26. Non credere in loro. Non rispettarli. Esigi che guadagnino fiducia e rispetto, e non concederli mai.
27. Insisti sul farli incontrare alla tua famiglia. Non sopportare la sua.
28. Iper-analizza ogni cosa.
29. Dopo aver scopato dì sempre "parliamo di noi...."

venerdì, giugno 13, 2008

Questa faccia non mi è nuova...

Una donna saudita di 50 anni, ha chiesto il divorzio dal marito perché questo dopo 30 anni di matrimonio ha sollevato il velo che le nascondeva il viso e l’ha guardata in faccia.
La storia la racconta l’emittente araba Al Arabiyca, secondo cui, il marito curioso avrebbe sbirciato il volto della moglie, mai visto prima, mentre lei dormiva. A quanto sembra le scuse e il pentimento dell’uomo non hanno fatto breccia nella compagna che per tutti gli anni di matrimonio invece, ha tenuto fede alla tradizione del suo paese nativo, un centro che si trova vicino alla città saudita di Khamis Mushait. Secondo la signora, il marito ha commesso un grave errore, e per questo lei ha lasciato la casa.
Questo comunque non è un caso isolato, sono molti infatti i matrimoni che hanno vissuto crisi simili a questa. In 70 anni di matrimonio per esempio, la faccia di Om Rabea al-Gahdaray , non è mai stata vista né dal marito e neanche dai figli. E quando le è stato chiesto come sia possibile fare dei figli senza guardarsi negli occhi, la donna ha risposto candidamente che -Il matrimonio è fatto di amore e non di facce-.

Un grazie a Gas & Henry di www.manicomio.tv

mercoledì, giugno 11, 2008

Pancia mia fatti capanna...

Non me ne vorranno l’opima Marisa Laurito o le sgallettate di “Sex & the City” , ma il paradigma della casaling(u)a in gradi di incarnare appieno il detto che l’uomo va preso per la gola è lei, Nigella Lawson. Pur avendo un nome che sembra quello di un detergente intimo, è bella, simpatica e capace di preparare deliziosi manicaretti.

Un vero inno ai piaceri della vita... come ad esempio mostrato qui:




(i fotogrammi a 0:18 e 0:21 sono qualcosa di subliminalmente sublime, , come il vezzoso "oh!" a 0:05 con tanto di strizzatina d'occhio, che gli intenditori non lasceranno passare inosservato...).

Dall'allegria all'allergia, il passo è breve

Roma, 10 giu. (Adnkronos Salute) - E' in aumento fra le 'under 30' italiane una forma rara ma imbarazzante di allergia, che spesso le porta - per prudenza - a optare per l'astinenza sessuale. È l'allergia 'agli uomini', o meglio al liquido seminale, che si manifesta durante il rapporto o subito dopo, con sintomi locali (bruciore, gonfiore) ma anche generali (orticaria, difficoltà respiratorie, angioedema). Un problema che colpisce soprattutto tra i 20 e i 30 anni e che, nel 40% dei casi, si manifesta già dal primo rapporto sessuale.


Il resto qui:

Sesso: Mulas (Adoi), In Aumento Allergia "Agli Uomini"

martedì, aprile 29, 2008

Perchè le donne vanno in bagno in gruppo

Ho ricevuto questo messaggio per email da Sara
lo pubblico a suo nome .. mi sembrava carino!!
Buona lettura

Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua
mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro
con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul
gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi
sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto
con la tavolozza.
'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina,
importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma
ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da
mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne
che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad
aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le
gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto
facendo addosso'.
Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che
non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono
tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona
che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non
importa...
Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai),
ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non
osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena
com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi
ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la
chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni
e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente...
A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria,
con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la
circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5
chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire
la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non
succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti
mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un
errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei
fortunata se non ti bagni le scarpe.
Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare
dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa,
cavolo...! non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili
di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo
devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E
non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un
movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i
pantaloni abbassati. NO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a
spengere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che
tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la
porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci
rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio
ma sai quanto possono tornare utili in > casi come questi e ti accontenti di
uno, non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica,
ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare
l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra
sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì,
sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in
questi posti fa sempre un caldo terribile.
Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo
per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle
calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse
così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno
pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.
Ma la debacle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non
senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la
borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con
i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le
mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel
lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani
nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci
passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe
incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente,
cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se
non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio
ancora con la cerniera abbassata!
Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è
rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava.
'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti
limiti a rispondere.
E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per
solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la
porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più
semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la
posizione'. E la dignità.

Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno
pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto.
voli londra