mercoledì, agosto 29, 2007
Ma davvero gli uomini preferiscono le stronze?
Noi siamo donne, abbiamo sempre i nervi a fior di pelle, siamo troppo sensibili e spesso ci camuffiamo da "donne dure" ma in fondo non lo siamo come appariamo.
Gli uomini (per quanto non mi piaccia e non abbia senso generalizzare) sono pragmatici: azione-reazione. certo ognuno con le sue caratteristiche, ma tendenzialmente non hanno l'umore che segue il ciclo delle fasi lunari e non si aspettano che gli altri li capiscano incondizionatamente.
Dai diciamocelo: noi pretendiamo che l'uomo che abbiamo accanto ci capisca e si adatti senza che noi gli diciamo una parola... ma come fanno???
L'uomo (beato lui) tendenzialmente non si fa seghe mentali e se se le fa durano poco e finiscono presto. Hanno un problema lo affrontano come sanno e se non lo sanno affrontare allora non si fasciano la testa.
Allora forse dovremmo imparare a NON Pretendere una uniformazione dell'uomo ai bisogni incondizionati della donna. Dovremmo imparare a capire i nostri limiti e i loro e non cercare di far diventare il nostro uomo come l'amica che abbiamo già. Per ogni uomo c'è la donna perfetta per lui e così vale per noi, il nostro problema è che noi li prendiamo e vogliamo poi cambiarli a nostro uso e consumo.
EH NO!!! perché poi una volta cambiati non ci vanno più bene e loro non ci capiscono e noi non li capiamo.
Facciamoci tutte un'analisi e cerchiamo davvero l'uomo che vogliamo. E quando lo abbiamo trovato non cerchiamo di modificarlo. Lui è quello che è e ci siamo innamorate di lui per come è... a noi piace lo shopping a lui no.. a lui il calcio a noi no... esiste una cosa fondamentale che ho piano piano imparato, si chiama COMPROMESSO. finché il balance fra quello che posso accettare e quello che proprio non mi va è OK va bene, quando l'ago della bilancia non pende dalla parte giusta.. fermo la mula.. e non accuso il mio lui... il punto che ho imparato a comprendere è che forse quel lui non è quello che voglio...
Un mio amico sostiene una cosa fondamentale sul suo matrimonio, dice:nei matrimoni ci si può aspettare una compatibilità fra le due persone per il 70% dobbiamo imparare ad amare proprio quel 30% mancante che ci rende una coppia viva...
Ciao ciao
venerdì, luglio 27, 2007
"Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze"
di Donatella Guarino
giovedì, luglio 05, 2007
L'uomo dell'anno
Volevo sottoporvi un quesito, specialmente ai maschietti....
l'altro giorno un'amica riceve questa mail da un ex che non vede da più di un anno:
le possibili risposte sono secondo me 2:
1) Nessuna risposta!!!
2) Non ho un ricordo così "grandioso" da meritare una "rimpatriata"
Voi cosa ne pensate?
giovedì, maggio 03, 2007
"Parlami d'amore", suona come una richiesta di aiuto..o una preghiera a capire i vari stadi del sentimento più grande e misterioso. Per una "soluzione chimica" siamo attratti da quello che non credevamo potesse piacerci, la razionalità beffata dalle emozioni. Le due visioni della stessa relazione descritte dai personaggi, prova tangibile del nostro personale pensiero sviscerato dai nostri punti di vista. Osservato, quasi spiato dalla nostra vocina interiore, vocina spudoratamente sincera, la quale non potrebbe mai dirci una menzogna, siamo noi che mentiamo a noi stessi forse per la paura di distaccarci dal nostro presente, che ci culla al sicuro verso il domani uguale al giorno precedente, soprattutto se i cambiamenti ci fanno paura, soprattutto se vogliamo nasconderci dal passato che teniamo rinchiuso dentro di noi, come un ricordo offuscato in un angolo nel nostro inconscio, ma sempre con noi. Il contrasto tra la paura di sentirsi esposti, fragili e vulnerabili e l'ebbrezza di provare forti emozioni scandite dai respiri smaniosi del cuore.."Parlami d'amore Nicole.." Parlami d'amore vita desiderata.. Commovente in alcuni punti, affettuoso, mai ridicolo, mai scontato,.. né banale, semplicemente crudele in alcuni passi, come lo è la vita. Pieno di sorprese nascoste tra le righe di due vite intrecciate al passato e che dal passato vogliono scappare ..svela quanto abbiamo bisogno di sognare e di amare, senza pregiudizi, senza condizionamenti, solo perché c'è un'anima che ci richiama alla vita, solo perché non si è mai sazi di voler vivere. Un bel libro, bello davvero.
venerdì, dicembre 22, 2006
Una Donna in rinascita, di Jack Folla
Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice…è finita. No. Finita mai, per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola….Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo, che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno si infiltri nella tua vita. Peggio, se ci rimani presa in mezzo tu, poi ci soffri come un cane. Sei stanca. C'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto, e così stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre…."io sto bene così, sto bene così, sto meglio così"…e il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque, in quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima, ed è passato tanto tempo e ce ne hai buttata talmente tanta, di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio, perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui. E so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta. Nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine, ed è stata crisi. E hai pianto. Dio, quanto piangete ragazze... Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance. E poi hai scavato, hai parlato…quanto parlate ragazze. Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore…."perché faccio così?"…"com'è che ripeto sempre lo stesso schema?"…"sono forse pazza?"…Se lo sono chiesto tutte. E allora... vai, giù con la ruspa nella tua storia, a due, quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque. Ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova "te", perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima, prima della ruspa…Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente, innamorarsi di nuovo di sé stessi o farlo per la prima volta è come un diesel, parte piano. Bisogna insistere, ma quando va in corsa... E' un'avventura ricostruire sé stesse, la più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende, o dal taglio dei capelli. Io ho sempre adorato donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono vedere e capire…"attenti…il cantiere è aperto…stiamo lavorando per voi... ma soprattutto per noi stesse…". Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia, per chi la incontra e per se stessa. E' la primavera a novembre, quando meno te la aspetti